ISTITUTO CARLO BAZZI

Il treno delle sei: scegliere il Bazzi ogni giorno

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Alle sei del mattino, quando la città è ancora in silenzio, mio figlio Filippo mette lo zaino in spalla, prende un treno e cambia due metropolitane per arrivare al Bazzi. Dopo il nostro trasferimento a Brescia avrebbe potuto scegliere la strada più comoda: una scuola a pochi passi da casa. Invece sceglie questa. Ogni giorno.

Quel viaggio non è solo un tragitto: è una metafora concreta di cosa significa far parte del Carlo Bazzi. Il Bazzi non si “frequenta” e basta: si sceglie. Si sceglie di impegnarsi, di non accontentarsi, di fare squadra. Si sceglie di crescere dentro una comunità che ti chiede serietà, ma ti restituisce fiducia.

È anche per questo che una newsletter come Il Bazzino ha senso: non per “fare comunicazione” in astratto, ma per dare voce alla nostra comunità. Raccontare progetti, persone e buone pratiche significa tenere insieme ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare. Significa riconoscerci e far circolare energia positiva, dentro e fuori le aule.

La formazione tecnica, qui, è molto più di un indirizzo: è un metodo. Osservare, capire, progettare, verificare. Trasformare la fatica in competenza, e la competenza in autonomia. È un percorso che allena alla precisione e alla responsabilità, perché il mondo reale – quello dei cantieri, delle tecnologie, delle imprese, delle professioni – non premia l’improvvisazione. Premia chi sa ragionare, collaborare, prendersi carico di un problema e portarlo a soluzione.

Da Presidente del Consiglio di Istituto vedo ogni giorno l’“infrastruttura” che rende possibile tutto questo: docenti che accendono curiosità e pretendono qualità; personale tecnico e amministrativo che tiene in piedi la scuola concreta, quella dei laboratori, delle aule e dei progetti; famiglie che sostengono con continuità; studenti che provano, sbagliano, ripartono. È un ecosistema in cui ciascuno ha un ruolo e nessuno è marginale.

In questo quadro, anche l’ingresso dei nuovi rappresentanti degli studenti è un segnale importante. La rappresentanza non è una formalità: è partecipazione. È portare al tavolo del Consiglio la voce dei compagni, ma anche esercitare ascolto, responsabilità e proposta. È imparare che la comunità si migliora non solo chiedendo, ma contribuendo: con idee, rispetto e spirito costruttivo. A loro va il mio benvenuto, e l’augurio di vivere questo incarico come un’occasione di crescita vera.

Quando penso al treno delle sei, penso anche al valore delle scelte quotidiane, spesso silenziose, che costruiscono identità: arrivare puntuali; rimettere in ordine un laboratorio; spiegare ancora una volta un passaggio difficile; avere cura delle relazioni; restare, anche quando sarebbe più semplice mollare. È questo che, nel tempo, fa la differenza.

È così che il Bazzi diventa casa. Non per comodità, ma per appartenenza. Se continuiamo a sceglierlo così, ogni giorno, il Bazzi continuerà a meritare la fiducia che gli riconosciamo. E quando una scelta è giusta, davvero nessuna distanza è troppo grande.

𝑴𝒂𝒓𝒄𝒐 𝑺𝒂𝒍𝒗𝒐𝒏𝒊, 𝑷𝒓𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒆 𝑪𝒐𝒏𝒔𝒊𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒅’𝑰𝒔𝒕𝒊𝒕𝒖𝒕𝒐, 𝑰𝒔𝒕𝒊𝒕𝒖𝒕𝒐 𝑪𝒂𝒓𝒍𝒐 𝑩𝒂𝒛𝒛𝒊

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