Ci sono legami che non finiscono con un diploma.
Al contrario, diventano fondamenta solide su cui costruire il proprio percorso professionale e personale.
Gli ex studenti del Carlo Bazzi rappresentano una risorsa preziosa: custodiscono la memoria storica della nostra scuola, mantengono vivo il senso di appartenenza e, con le loro esperienze, sono un esempio concreto per le nuove generazioni.
Per questo abbiamo deciso di dare voce ai Bazzini di ieri, ospitando le loro testimonianze su Il Bazzino, la nostra nuova newsletter.
Iniziamo con il racconto di Franco Monetti, diplomato al Carlo Bazzi nel 1977 e poi laureato in Ingegneria Civile Edile al Politecnico di Milano, oggi professionista affermato nel settore delle costruzioni. Franco Monetti è stato Presidente del Carlo Bazzi dal 2015 al 2018.
📝 Il ricordo di Franco Monetti
«Ho frequentato il Carlo Bazzi dal 1972 al 1977, anni splendidi che hanno segnato il mio futuro personale e professionale.
Proprio tra i banchi di questa scuola ho conosciuto quello che è ancora oggi il mio migliore amico.
Mio padre, Edmondo, era perito edile dal 1931: si era diplomato al corso serale del Bazzi, come tanti validi collaboratori della storica Impresa Monetti. Seguendo il suo esempio, ho scelto lo stesso percorso.
Molti dei miei compagni del “mitico Bazzi” degli anni ’70 sono oggi professionisti stimati in ambiti diversi, non solo nel mondo dell’edilizia.
Dopo il diploma ho proseguito gli studi al Politecnico di Milano e ho potuto valorizzare pienamente la solida esperienza pratica che avevo acquisito al Bazzi, una scuola che già allora era un’avanguardia dell’attuale alternanza scuola-lavoro.
Per me il Carlo Bazzi è stato, è e sarà sempre la migliore palestra per il mestiere più bello che ci sia: costruire, ristrutturare e rigenerare edifici che durano nel tempo e creano valore; luoghi dove si abita, si studia, si lavora, dove ci si cura.
In una parola: luoghi dove si vive.»
Autore: Franco Monetti
🎯 Stiamo lavorando alla nascita dell’Associazione Alumni del Carlo Bazzi, per mantenere e rafforzare questo patrimonio di relazioni e competenze.
Perché crescere insieme significa non dimenticare da dove siamo partiti — e continuare a costruire, sempre, il futuro.


