ISTITUTO CARLO BAZZI

La sicurezza, al centro

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Uno dei temi centrali dell’Istituto Carlo Bazzi, di cui ho il piacere di essere Vice Presidente, è senza dubbio quello della sicurezza. Ma attenzione: non parliamo soltanto di norme da conoscere o procedure da rispettare. Per noi la sicurezza è soprattutto una cultura, un modo di stare in cantiere, di progettare, di lavorare insieme.

Per questo viene affrontata ogni giorno, in tante forme diverse, lungo tutto il percorso scolastico: nelle lezioni teoriche, nei laboratori, nelle visite in cantiere e nelle esperienze di Formazione Scuola-Lavoro. Siamo convinti che ciò che si impara da giovani resti poi nel modo di pensare e di comportarsi da adulti, nel lavoro e nella vita.

Il Carlo Bazzi ospita anche il Museo della Sicurezza, nato dalla mostra “Senza pericolo! Costruzioni e sicurezza”, realizzata nel 2013 alla Triennale di Milano e poi diventata una presenza permanente all’interno della nostra scuola. Il museo attraversa gli spazi dell’Istituto, entra nei corridoi, nelle aule, nell’aula magna, diventando parte della vita quotidiana della scuola. Un modo concreto per ricordare che la sicurezza riguarda tutti e deve essere vissuta ogni giorno, non solo studiata sui libri.

Negli anni abbiamo costruito anche una collaborazione importante con la Protezione Civile, che accompagna gli studenti durante tutto il quinquennio. Si parla di prevenzione, gestione del rischio, tutela del territorio e sostenibilità delle città. Ma non solo: i ragazzi imparano anche aspetti pratici, fino ad arrivare, in quinta, al corso base per Volontari di Protezione Civile e alle esercitazioni sul campo.

La sicurezza è poi al centro di molti incontri ed eventi organizzati durante l’anno. A marzo abbiamo ospitato la mostra fotografica Ho visto e non ho più dimenticato di Davide Torbidi, promossa insieme ad ASLE-RLST. Attraverso immagini molto forti e toccanti, la mostra racconta le storie delle vittime di incidenti sul lavoro e delle loro famiglie. Gli studenti hanno avuto la possibilità di confrontarsi direttamente con l’autore e ascoltare testimonianze che lasciano il segno. Perché dietro ogni incidente ci sono persone, famiglie, vite spezzate. E ricordarlo è fondamentale per costruire maggiore consapevolezza.

Anche il concorso Build Our Safety 2026, promosso insieme a ESEM-CPT, nasce con questo obiettivo: far crescere una cultura della sicurezza più moderna, concreta e vicina alle persone. Quest’anno abbiamo coinvolto oltre 50 partecipanti tra studenti, giovani progettisti, lavoratori, tecnici e imprese, chiamati a immaginare i DPI del futuro: strumenti più efficaci, più accessibili, più comodi da utilizzare e capaci di parlare a tutti.

Mi ha fatto particolarmente piacere vedere una così ampia partecipazione dei giovani. Hanno portato idee nuove, creatività, attenzione ai temi dell’inclusione e anche una sensibilità diversa verso il benessere delle persone nei luoghi di lavoro. Ed è proprio dal confronto tra generazioni, esperienze e professionalità diverse che può nascere un cambiamento vero.

In questo numero della newsletter trovate anche gli articoli scritti dagli studenti vincitori del concorso. Vi invito a leggerli, perché dentro ci sono idee, entusiasmo e una visione positiva del futuro del nostro settore.

𝐅𝐚𝐛𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐙𝐚𝐧𝐢𝐨𝐥𝐨, 𝐕𝐢𝐜𝐞 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐈𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐁𝐚𝐳𝐳𝐢

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